D. M. LUIGI MORETTI

                    di Alessandro Consolato

 

Nato nell'etrusca Tolfa, Luigi Ferdinando Moretti (questo il suo nome completo) ha concluso la sua esistenza a Roma il 5 novembre 2005, all'età di 51 anni. Fedele lettore e collaboratore de "La Cittadella", vi ha lasciato il suo ultimo contributo in un numero -quello triplo dedicato a JuliuslEvola trent'anni dopo - destinato ora a ricordare a lungo anche il suo nome. In verità il suo scritto - elaborato già diversi anni fa per la rivista francese L'Age d'Or, che poi non lo pubblicò - aveva fatto' storcere il naso a più di un lettore, poiché appariva poco credibile L'oroscopo di Julius Evola stilato quando del Filosofo ormai si conosceva l'intera parabola esistenziale. Sennonché l'analisi del tema natale evoliano fatta da Luigi aveva dei punti originali ed interessanti e, quanto alle sue qualità di astrologo, non solo devo ricordare il suo libro (l'unico che egli abbia pubblicato presso un editore) Astrologia tradizionale, che ne rivelava le doti intuitive e la visione lirico-sapienziale del mondo naturale come del mondo umano, ma anche gli oroscopi privati che stilò per me dopo la nascita di mia figlia e dopo la nascita de "La Cittadella" (nuova serie): due oroscopi che il tempo ha rivelato sostanzialmente esatti. Luigi ci ha lasciati in silenzio: solo la famiglia ha accompagnato la sua fine e la sua sepoltura. Purtroppo nessuna delle persone con cui condivideva o aveva condiviso esperienze spirituali, culturali e politiche ha saputo in tempo della sua terribile malattia, divampata mortalmente nel giro di una settimana, né era giunta notizia dei suoi funerali. Fatto un po' triste, giacché la sua biografia era una storia densissima di esperienze e di relazioni. Aveva scritto, col proprio nome o con pseudonimo, su riviste come "Arthos", "Solstitium", "L'Age d'Or", "Vie della Tradizione" e "Convivium", ma anche sul quotidiano ufficiale del MSI, "Il Secolo d'Italia". Dal punto di vista esoterico lo aveva invece segnato profondamente- un'esperienza di "catena", che raccontò dettagliatamente in una raccolta di scritti editi e inediti intitolata Il mondo magico di Luigi Ferdinando Moretti, fatta circolare solo tra gli amici.  Un errore di Luigi era quello di ritenere di aver attinto ad una dimensione "solare" della conoscenza, mentre di fatto egli era piuttosto caratterizzato da un sapere "lunare", per lo più nell'accezione positiva del termine. Con me aveva instaurato un rapporto quasi telepatico: se pensavo a lui, lui mi telefonava; se stavo studiando un determinato argomento, mi arrivavano da lui per posta un libro, un'immagine, un appunto che al mio argomento -a lui formalmente ignoto- si legavano. A volte mi dava anche opportune "dritte" su situazioni e persone; altre volte, tuttavia, mi subissava di parole e di scritti che tradivano dei ricorrenti monoideismi.Al MTR Luigi non apparteneva, ma si sentiva ad esso vicinissimo, tanto che la sua presenza alle nostre manifestazioni romane per il 21 aprile era ogni anno scontata. L'ultima volta che l'ho visto - che tutti noi della "compagnia del Natale di Roma" lo abbiamo visto -è stato proprio il 21 aprile del 2005. Nel congedarsi, a due passi dall'antica aula del Senato, mi regalò due opere preziose della sua biblioteca: un volume della prima, elegante edizione adelphiana delle Opere di Nietzsche: quello con La nascita della tragedia, e il libro ormai introvabile di Robert ReiningerNietzsche e il senso della vita, memorabile anche per la traduzione e introduzione di Evola. "Tienili tu," - mi disse - "a me ormai non servono più”...

                                                                                Alessandro Consolato

Urna di Arnth Velina nella tomba dei Volumni presso Perugia (Alinari)

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Astrologia Tradizionale tratta da Arthos 

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