INDICE

 

Pag. 5 Nota introduttiva del curatore 

 

Pag. 7 Prefazione

di Giorgio Galli

 

Pag. 23 Offriamo Sostegno Spirituale alla Buona Politica

del Gruppo di lavoro Offrire sostegno spirituale alla buona politica

 

Pag. 30 Cercando la buona politica-Platone ed il M5S

di Carmelo Muscato

 

Pag. 38 Arte, Magia e Politica. Da Alan Moore al M5S

di Dalmazio Frau

 

Pag. 51 Il M5S e la reviviscenza del mito di Cola Pesce

del Gruppo di Studio Evoliani a Cinque Stelle

 

Pag. 65 M5S: verso un MoVimento ad alta sinergia?

di Tom Bosco

 

Pag. 70 Il M5S dall’utopia dei mondi ideali alla realtà della governance di un’Italia da salvare

di Barbara Tampieri

 

Pag. 83 L’olismo democratico e il fenomeno M5S

di Teodoro Brescia

 

Pag. 106 Le Stelle e lo Spirito

di Marco Della Luna

Pag. 111 Spirito e Politica: un contributo filosofico per il M5S

di Jacopo Castellini

 

Pag. 116 Movimento 5 Stelle, Politica Politicante, Riferimenti Tradizionali-Venti Punti

di Gianfranco de Turris

 

Pag. 126 Il M5S nell’era della Governance e la Tradizione

di Giovanni Sessa

 

Pag. 134 Cronache dei tempi ultimi - appunti su antipolitica e M5S

di Alessandro Scarabelli

 

Pag. 139 Svendere o investire...e perché?

di Ettore Maria Mazzola

 

Pag. 155 Il XXI secolo tra cielo stellato e ragione quantica. Un’imprevedibile rinascita: il M5S

di Alberto Monticelli

 

Pag. 179 M5S e Lega, alleanza impossibile?

di Fabrizio Fratus

 

Pag. 182 Riva Destra, il perché di una decisione

di Fabio Sabatani Schiuma

 

Pag. 187 Evoliani a 5 Stelle?

di Piero Cammerinesi

 

Pag. 195 Destino del Movimento 5 Stelle

di Pasquale Cardinale

Pag. 219 “Effetto setta”: Il M5S strumento dell’agenda mondialista in Italia?

di Emanuele Mastrangelo

 

Pag. 233 Parabola di un'idea e successo elettorale: dal movimento comunitario al partito di massa liquida.

di Lorenzo Borrè

 

Pag. 237 Maschera e Volto del Movimento 5 stelle. Storia di uno scatto fotografico, un tributo, un ricordo

di Carla Consoli Cardinale

 

Pag. 250 A mo' di conclusione?

di Luca Gallesi

 

Pag. 255 Nota conclusiva del curatore

 

Pag. 257 Conclusione

del Gruppo di lavoro Offrire sostegno spirituale  alla buona politica

 

Pag. 259 Appendice I - Corrispondenza intercorsa fra il M5S ed il Gruppo di lavoro Offrire sostegno spirituale alla buona politica

 

Pag. 263 Appendice II - Documenti su Raphael

 

Pag. 270 Note bio-bibliografiche degli Autori

DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE: 
Pietre da esposizione & S.I.S. Suiseki Italian Style®
Recensione apparsa su Il Tempo del 13 Giugno 2018
AVVICINAMENTI · AVVICENDAMENTI · APPROFONDIMENTI
NOVITA' EDITORIALE 
Edizioni La Stanza Segreta dell'Uomo
Offrire sostegno spirituale alla buona politica
MOVIMENTO 5 STELLE E SPIRITUALITA'
Prezzo: €20,80 (include IVA)

Pagine: 284 pagine (testo e immagini)

Copertina: Flessibile

Lingua: Italiano

Spedizione: GRATUITA TRAMITE AMAZON PRIME

ISBN-13: 978-1720544425

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PREFAZIONE

di Giorgio Galli

 

 

Questo libro contiene le risposte di venti studiosi e intellettuali alla domanda del gruppo di lavoro “Offrire sostegno spirituale alla Buona Politica” sulla opportunità di offrire questo sostegno al “Movimento 5 stelle”. Credo che il sottotitolo “M5S e spiritualità” suggerisca al prefatore (che non conosce il Maestro dei tempi attuali Raphael, al quale e alla cui “azione rettificatrice dei tempi attuali” il libro è dedicato), di dedicare un breve accenno al significato che dà ai termini “spiritualità” e “Sophia Perennis” in rapporto alla politica. Questa è stata molto influenzata ed egemonizzata, dalla rivoluzione scientifica del XVIII secolo e poi dalla rivoluzione francese, da una concezione razionale della vicenda umana sulla Terra, culminata nella filosofia marxista, definita materialismo (storico e dialettico). Il marxismo (che sviluppa, capovolgendola, la filosofia classica tedesca sino a Hegel, che vedeva la storia umana come storia del pensiero e dell’idea) la sostituisce con la storia dell’organizzazione dell’esistenza umana sulla Terra, dal comunismo primitivo al capitalismo della globalizzazione. La “Sophia Perennis”, o spiritualismo, contrasta questa egemonia del razionale anche nella sfera della politica, sostenendo che l’umanità, oltre ad organizzare le condizioni della sua esistenza sulla Terra, si pone il problema del perché, da dove veniamo e dove andiamo. Personalmente ho posto il tema di questa contrapposizione come problema del rapporto tra cultura politica e cultura esoterica. Penso sia questo il motivo per il quale il gruppo di lavoro ha chiesto a me questa impegnativa introduzione, del che ringrazio.

  Il riferimento a Marx è utile perché la sua analisi rimane fondamentale per capire il funzionamento del modo di produzione capitalistico, la sua evoluzione nella finanziarizzazione e quindi la crisi esplosa nel 2007 e che dura tuttora, mettendo in crisi anche la democrazia rappresentativa, crisi le cui conseguenze politiche giustificano le domande che il gruppo di lavoro si pone a proposito del movimento Cinque Stelle. Ma se l’analisi economica di Marx rimane fondamentale, non si sono realizzate le sue ipotesi politiche sul movimento operaio e socialista (poi comunista) nella prospettiva di una rivoluzione proletaria che sostituisse e superasse il modo di produzione capitalistico, con la proprietà collettiva, anziché privata e di classe, dei mezzi di produzione. Da qui, ancora, la ragionevolezza dell’iniziativa del gruppo di lavoro: anche se il movimento promosso da Beppe Grillo e da Gianroberto Casaleggio appare non avere nulla di comune con la “Shopia Perennis”, lo si può prendere in considerazione nel quadro di una visione che constata la presenza di una visione critica del capitalismo in tutto il percorso della “spiritualità” nel periodo di affermazione del capitalismo moderno, visione critica certamente presente tra i pentastellati. E devo necessariamente partire dal punto di arrivo dei miei studi più recenti.

 

  È proprio riflettendo sul fatto che, pur tra vicende di ribellioni lungo un secolo, che vanno dalla Comune di Parigi (1871) sino al Sessantotto italo-europeo, col grande scoppio epocale della rivoluzione russa del 1917, l’ipotesi marxista del proletariato al potere come avviamento al socialismo non si era realizzata, avevo elaborato una interpretazione che nella prima formulazione (2010) si presentava così: “La condizione di fondo che ha prodotto i movimenti progressisti e i loro risultati (era) la saldatura di comportamenti collettivi di massa per il miglioramento delle condizioni di vita (diritti civili e politici compresi) e progetti di società ideali elaborati da strati di intellettuali ribelli. Questa condizione non c’è più stata tra la fine degli anni Settanta e il principio degli anni Ottanta del XX secolo, a conclusione di un ciclo bisecolare lungo il quale i comportamenti collettivi hanno raggiunto il culmine dei loro obiettivi (sintetizzati nel welfare state) e gli intellettuali hanno cessato di essere ribelli perché, senza aver realizzato le società ideali, hanno raggiunto una promozione sociale che li ha portati al vertice culturale (e talvolta di potere), a partire dalla modesta o mediocre situazione sociale nella quale si trovavano durante il ciclo e dalla quale erano partiti… Ma la storia non è solo storia di èlite, è anche storia di masse, di comportamenti collettivi, senza il cui ruolo le èlite rimangono politicamente sterili. Quali siano le caratteristiche dei comportamenti collettivi è stato oggetto di studi sociologici. Tra essi rimane fondamentale quello di Neil Smelser negli anni Sessanta del secolo scorso. Cito da: “Pasolini comunista dissidente – Attualità di un pensiero politico”, Kaos edizioni, pagg.128-130). Aggiungevo: “Vi sono comportamenti collettivi di lungo e di breve periodo. Tra i di lungo periodo si possono collocare i comportamenti elettorali” (pag.130) e: “Ritengo gli entusiasmi collettivi (Durkhem) comportamenti di breve periodo (rivoluzionari), mentre la più generica espressione ‘comportamenti’ comprende anche quelli di lungo periodo (riformisti e gradualisti)” (pag.142). Applicavo questo schema alla storia della sinistra, ma contemporaneamente segnalavo gli “elitisti (Mosca, Pareto, Michels), che narrano la storia come storia di élite autopromoventesi” (pag.130): la “rivoluzione dall’alto” di Julius Evola.

 

  Questi schemi interpretativi saranno utili anche più avanti, trattando specificamente del movimento pentastellato. Qui si sottolinea l’inceppamento della dinamica evolutiva occidentale del binomio intellettuali ribelli/comportamenti collettivi (forse applicabile anche al passaggio tra declino dell’impero romano e avvento della Grande Chiesa di Roma e a quello della Riforma luterana e controriforma cattolica), inceppamento che ha fatto pensare all’ultimo Pasolini (il messaggio al congresso radicale dei primi di novembre ‘75, scritto poche ore prima della morte) che il capitalismo della globalizzazione e del consumismo di massa avesse trovato la formula per rendere immutabili i rapporti sociali. Personalmente lo escludevo in questi termini. “Nessun sistema di potere è indefinitamente durato. Per volere e disposizione della ‘ruling class’, non sarebbero crollati l’impero persiano, quello romano, la dinastia Ming, le monarchie assolute tra assolutismo e dispotismo illuminato… Da un trentennio il potere dei “big players” appare stabile. Può durare. Questo saggio si propone di esaminare le possibili condizioni del cambiamento democratico” (pag. 211). “Big players” è l’efficace terminologia usata per definire le multinazionali dal sociologo Giuseppe De Rita (fondatore del Censis), la cui analisi del capitalismo contemporaneo avevo utilizzato nel 2006 (l’anno prima della grande crisi epocale, partita coi subprime) e mentre scrivevo l’ultima edizione della “Storia del socialismo italiano” (edita nel 2007 da Baldini & Castoldi). Ivi il “cambiamento democratico” era visto come punto d’arrivo del pensiero politico occidentale, fondato, dalla rivoluzione scientifica in poi, sul potere di chi governa basato sul consenso di chi è governato: oggi chi governa di fatto, prendendo le decisioni che determinano il destino nostro e del pianeta, sono, ben più dei parlamenti che scelgono l’esecutivo dei maggiori Paesi, i consigli di amministrazione di cinquecento multinazionali, per cui è necessaria “la presenza in quei consigli di amministrazione di cittadini eletti a suffragio universale” (pag.41): potere appunto basato sul consenso, concetto così ripreso nel saggio su Pasolini: “La democrazia rappresentativa ha ottenuto grandi risultati laddove si è affermata, in un breve tempo della storia umana conosciuta (350 anni su circa 7.000, un ventesimo dal XVII secolo ad oggi) e in uno spazio limitato (Europa centro-occidentale, Paesi di lingua inglese, 650 milioni di persone, un decimo della popolazione del pianeta). In un ambito spaziale e temporale così ridotto è stato costruito un sistema socio-politico ed economico che ha consentito un diffuso miglioramento del livello di vita e garanzie di diritti individuali senza precedenti, sempre nella storia umana conosciuta. Questo efficiente sistema, che ha dato tanti buoni risultati, oggi è in crisi per non avere risolto il problema del controllo democratico del potere economico. Questo saggio ne propone una soluzione semplice e logica: estendere il diritto di voto per scegliere una parte dei vertici delle 500 multinazionali occidentali” (pag.123). Ho poi approfondito questo tema nel libro scritto con Francesco Bochicchio (un esperto di economia finanziaria e di diritto bancario) “Scacco alla superclass” (ed. Mimesis, 2016). 

  Costruita la prospettiva di un possibile cambiamento, per una “Buona Politica” che governi anche l’economia, va esaminato il possibile soggetto del “Sostegno Spirituale”, cioè il movimento pentastellato. A mia conoscenza, il quadro più oggettivo è fornito dal sociologo Roberto Biorcio. In “Politica a 5 stelle – Idee, storia e strategie del movimento di Grillo” (con Paolo Natale, ed. Feltrinelli, 2013), precisato che “le anime che popolano il movimento sono alquanto variegate”, se ne definiscono quattro: “I Militanti, uno dei due gruppi più antichi, presentano come caratteristica peculiare un tasso di gradimento molto elevato. Rappresentano il 25% degli attuali votanti… I Gauchisti, l’altro gruppo di meno recente formazione. Rappresentano il 20% degli attuali votanti… I Razionali, di più recente formazione, avendo opzionato il M5S perché vedono l’opportunità di condizionare in senso positivo il quadro politico nazionale. Rappresentano il 30% degli attuali votanti… I ‘Menopeggio’ hanno un’adesione piuttosto recente, meno convinti dell’opzione europea e dell’utilizzo dell’euro, con sovra rappresentazione dell’area di centrodestra. Rappresentano il 20% degli attuali votanti” (pagg. 67-71). Tentata questa classificazione, gli autori concludono: “Cresce l’importanza dei movimenti e degli attori politici che sperimentano nuove pratiche per aumentare la capacità di azione e il potere dei cittadini. È questa la scommessa che i 5 Stelle vorrebbero vincere” (pag. 151). Si tratta di un comportamento collettivo a base elettronica, accentuatosi nell’ultima settimana della campagna elettorale (febbraio 2013), nella quale, secondo alcune rilevazioni, tale comportamento avrebbe spostato un milione di voti dal Pd al Moimento, determinando la “non vittoria” del partito di Bersani. Due anni dopo, nel capitolo 5 “Un comico diventa imprenditore di un nuovo movimento politico”, ne “Il populismo italiano da Bossi a Berlusconi, da Grillo a Renzi”, (ed. Mimesis), Biorcio conclude: “Il M5S rifiuta l’idea di costruire un partito politico, ma i suoi eletti svolgono di fatto una funzione di mediazione rispetto ai cittadini che li hanno votati. Non può d’altra parte contare su nessuna tradizione di voto e deve affrontare il problema del consolidamento della sua base elettorale e del suo radicamento a livello territoriale” (pag. 121). Ciò conferma i connotati di incontro tra un comportamento collettivo per il cambiamento e intellettuali ribelli (Beppe Grillo, partito dalle critiche ai bilanci della Parmalat nelle feste della sinistra e dei sindacati; e Gianroberto Casaleggio, sino alla scomparsa, con l’Utopia di “Gaia”) e poi i più brillanti degli eletti. Il gruppo di lavoro per la Buona Politica offre Sostegno Spirituale a un movimento eterogeneo, che con la Tradizione (spiritualità) non pare avere alcun rapporto o legame. Per una chiave di lettura dei vari contributi, parto appunto dallo “Spirituale” in rapporto al materialismo, con le categorie di cui ho trattato. Il tema da affrontare è il problema del controllo delle multinazionali. Occorre però sgombrare il campo dall’ipotesi (possibilità che un movimento così eterogeneo e a base informatica possa essere infiltrato o manipolato da chi è interessato non al cambiamento, ma allo statu quo: le oligarchie finanziarie). Parto delle ultime pagine, dal “gruppo di studio evoliani a 5 stelle” e dal saggio di Pasquale Cardinale “Destino del Movimento 5 Stelle”: vi vengono registrate nelle note (pagg. 205-206) le fonti che presentano il movimento come strumento dei cosiddetti poteri forti (sino ai “signori della droga”, pag. 210) e a “lo stesso Beppe Grillo “che non può parlare perché minacciato” (pag. 205), Conclude Cardinale. “Lo stesso Alessandro Di Maio, forse il più attento e severo osservatore del M5S, ha dovuto ammettere, benché a lungo cercata, di non aver trovato alcuna prova di appartenenza di esponenti del M5S a qualsivoglia loggia, circolo, club, congrega, centri occulti di potere economico finanziario” (pag.206). Aggiungo, essendovi citato anche il filosofo prof. Paolo Becchi, a lungo presentato, soprattutto dai media, come “ideologo” del movimento, poi diventatone critico, che ho letto il suo libro “Cinquestelle & Associati – Il Movimento dopo Grillo” (Kaos edizioni, 2015). Vi figurano critiche ragionevoli soprattutto sulle modalità di selezione dei candidati (è poi scoppiato il caso di Genova), si cita l’Humpty Dumpt che chiede: “La domanda è: Chi comanda qui? – Tutto qui” (pag. 129); e l’ultima frase di Becchi è: “ ‘The Economist’ scrive che il M5S è sempre più simile a un normale partito, un articolo ripubblicato con grande enfasi sul blog di Grillo, ma con l’accortezza di censurarne il sottotitolo: - ‘Un gruppo politico anti-establishment diventa un po’ più normale’ ” (pag. 127).

  Il tema è pertinente al nostro: una Buona Politica non può prescindere dai criteri di selezione di chi la vuol praticare e i criteri di selezione del movimento sono piuttosto opachi, dato che il comportamento collettivo si innesta su una base elettronica passibile di manipolazioni e dipendente da una società informatica privata. Da qui le maggiori critiche, anche di Paolo Becchi. Del resto il nostro grande meridionalista Guido Dorso sosteneva che il processo di formazione delle élite è il maggior mistero della sociologia. Per quel che vedo in tv, dopo una lunga esperienza da “Tribuna politica” (1960) in poi, i rappresentanti 5 Stelle sono discreti (anche se Luigi Di Maio potrebbe leggere qualche libro in più). Possiamo concludere che i rapporti tra movimento e società privata informatica sono opachi, ma non ne modificano il carattere di comportamento collettivo con criteri selettivi ancora incerti, ma senza presenza di fattori corruttivi. Ma se sono partito dal fondo del libro, il testo di Cardinale, è per fissare l’attenzione sui fattori messi in evidenza dagli “evoliani a 5 stelle”, rispetto ai quali altri interventi sono meno centrali.

  Carmelo Muscato (in “Platone e il Movimento 5 Stelle”) si impegna a trovare riferimenti al grande filosofo nel Blog di Grillo, così come Dalmazio Frau (“Arte magia e politica da Alan Moore al M5S”) parte dal neoplatonismo di Marsilio Ficino per trovare precursori nel fumetto magico (compresa “’identità tra l’artista e il mago”, pagg. 38-39) da William Blake a Julius Evola; pure al gruppo di studio evoliano fa riferimento il paragone, che mi sembra audace, tra il mito di Colapesce e la nuotata di Grillo sullo stretto prima delle elezioni siciliane del 2012. Il testo si colloca in un contesto “mito-poietico” di rappresentazioni con echi dannunziani. Si avvicina al nostro tema (controllo delle multinazionali) Tom Bosco, quando, in “Verso un movimento ad alta sinergia”, insiste sul combattere “quella ristretta élite che tramite l’attuale struttura economico-finanziaria governa i destini di miliardi di individui in tutto il pianeta” (pag. 68). Barbara Tampieri confronta utopie e distopie reazionarie (Attali, maestro di Macron, Brzezinski dell’era tecnotronica, scomparso nel maggio 2017, tipici ideologi del mondo delle multinazionali) con Casaleggio e il M5S, per concludere che la sfida che attende il movimento “non è la realizzazione di un sogno utopico, ma l’evitare un futuro distopico. Non dovrà combattere una semplice battaglia per l’Onestà, ma la guerra di liberazione” (“Il M5S dall’utopia dei mondi ideali alla realtà della governance in un’Italia da salvare”, pag. 81). Anche Teodoro Brescia parte da Platone (oltre che da Aristotele) per constatare che “oggi a governare non sono semplicemente i più abbienti, ma coloro che possiedono le più grandi ricchezze, i maggiori industriali, finanzieri e banchieri” (nella mia terminologia: i consigli di amministrazione delle multinazionali), mentre il M5S “si oppone all’attuale sistema plutocratico e sembra proporre all’esterno un progetto di democrazia illuminata, ma resta tuttora nei suoi vertici più simile a un ‘dispotismo illuminato’, che se non fecondato dal valore spirituale della fratellanza rischia di farsi guidare da uno sprezzante e autoritario giustizialismo”(“L’olismo democratico e il fenomeno M5S”, pag. 102). Anche Marco Della Luna contesta il “globalismo finanziario” (“Le stelle e lo spirito”, pag. 109). Jacopo Castellini ampia il discorso sino a ritenere, in “Storia e politica: un contributo filosofico”, che “la struttura sociale che abbiamo costruito ha deviato la Politica dal proprio Scopo” (pag. 115). Non entro nel merito se sia possibile un’alleanza con la Lega (Fabrizio Fratus, pag. 179), o un accordo elettorale (Fabio Sabatani Schiuma, pag. 182) o su come investire (Ettore Mario Mazzola, pag. 139); e per quanto riguarda la “Ragione quantica” (Alberto Monticelli, pag. 155), rimando, per la sua attualità e possibile convergenza, al recentissimo “Il mondo al tempo dei quanti”, di Mario Agostinelli e Debora Rizzuto (ed. Mimesis), per il quale ho scritto una postfazione.

  Vengo dunque ai contributi di generazioni di evoliani, da Gianfranco de Turris ad Andrea Scarabelli, per stabilire con loro, senza equivoci che, come il René Guenon di “La crisi del mondo moderno” e de “Il regno della Quantità e il segno dei tempi”, Evola rifiuta decisamente la democrazia, intesa appunto come regno della Quantità. Occorre dunque partire dalla sua ostilità al mondo moderno, che è quello del potere delle multinazionali. Come fronteggiarlo (o combatterlo) in nome di quei valori (spirituali o della Tradizione) dei quali Evola si ritiene portatore? Scrive Carla Consoli Cardinale, riprendendo anche Gianfranco de Turris: “Come non concordare con de Turris sull’aver ‘sempre Evola parlato della necessità di una rivoluzione dall’alto mossa dalle èlite spirituali più che politiche di una nazione’. Sorgono spontanee alcune domande: dove sono queste èlite spirituali? Dove è possibile scorgere la loro presenza, identificare la loro azione? Come poter cooperare con esse? Mi rendo conto di come possa essere facile considerare provocatorie queste domande, sono parimenti consapevole che dare risposta a tali interrogativi voglia dire addentrarsi nella trattazione di domande speciosissime: per esempio, la controversia dottrinaria [...] relativa alla possibilità di doversi considerare legittime le forme di autoiniziazione o, viceversa, se per essere considerata valida ed effettiva, l'iniziazione debba essere sempre ritualmente trasmessa da una fonte riconosciuta ed accettata. [...] Per mio conto, viceversa, sono fermamente convinta della tesi scaligeriana già ricordata da Piero Cammerinesi nel suo EVOLIANI A 5 STELLE? (pag. 188). Come ho scritto altre volte, studio l’esoterismo dall’esterno e non oso entrare nella tematica guenoniana su iniziazione, contro-iniziazione e auto iniziazione; ma posso far rientrare le “domande provocatorie” nel mio schema dianzi indicato: le “élite spirituali” sono composte da intellettuali ribelli che per essere efficaci debbono incontrare un comportamento collettivo, non per piegarsi al “regno della Quantità”, ma per realizzare l’idea-forza del controllo delle multinazionali, vera forza materiale della modernità. È quello che definisco, semplificando, anticapitalismo di destra (più precisamente: teorie critiche sul capitalismo diverse da quelle di sinistra, di ispirazione marxista). L’incontro di queste due filoni culturali mi sembra necessario per acquisire un consenso sociale sufficiente per affrontare un potere massiccio, come quello dei consigli di amministrazione delle multinazionali. Ho sviluppato questa tesi, con specifico riferimento al M5S, in “Oltre l’antifascismo?” (ed, Biblion, 2016). Giovanni Sessa (del quale ho letto il bel saggio “Vita e filosofia di Andrea Emo”), avanza, la domanda “provocatoria”, già posta dal Cardinale: “Se negli anni Venti del secolo scorso un movimento inizialmente ateo e socialista si trasformò in Fascismo, perché una metamorfosi simile non potrebbe verificarsi per il M5S?” (“Il Movimento nell’era della governance e la tradizione”, pag. 126). Nel mio testo citato, sottolineo come evidente l’improponibilità del fascismo. Ma ecco la risposta di Sessa: “Abbiamo bisogno di valutare le reali possibilità delle forze in campo e attuare il controllo della tigre moderna (le multinazionali, ndr!) al fine di poter attuare un Nuovo Inizio. Esso sarà caratterizzato dalla reintegrazione, per dirla con Alfred Schuler, ‘Dell’essenza della vita eterna’, Ar, 2007). Quindi torniamo a confrontarci anche con il M5S” (pag. 133). Ma è ancora Carla Consoli Cardinale che, citando Luigi Moretti e poi Evola, ci racconta qualcosa di più su Schuler: “mistico, facente parte del gruppo spirituale dei Cosmici di Stephan George… Secondo Schuler le società si dividono in due tipi: quelle aperte e quelle chiuse… Siamo in totale disaccordo con il severissimo giudizio espresso da Evola sull’opera di Schuler, dal ‘clima vagamente pederastico’… Che il mondo dello Schuler sia di dimensione patriarcale matriarcale è per noi questione di scarsa rilevanza… Precisiamo che il regime hitleriano fu ostile allo Schuler” (pag. 248).

  Personalmente ho scritto qualcosa sulla “dimensione patriarcale o matriarcale” (ultimo testo “Le ribelli della storia”, Shake edizioni, 2014). E del circolo di Stepahn George faceva parte anche von Stauffeberg, l’organizzatore del complotto del 20 luglio 1944 per eliminare Hitler (cfr. “Hitler e il nazismo magico”, cap. “Valchiria esoterica”, pag. 353). Questo per dire che Schuler, un Maestro per Sessa, è autore complesso, severamente criticato da Evola, indice di quel percorso tortuoso delle culture di destra e di sinistra dello scorso secolo, i cui echi ricompaiono nel M5S. (cfr. Di Battista, pagg. 212-213). E per concludere, vediamo se quel percorso tortuoso possa trasformarsi in un percorso convergente: l’incontro tra intellettuali ribelli e comportamenti collettivi per fronteggiare il potere incombente delle multinazionali. A questo punto, si tratta di vedere se, a questo scopo esistono esperienze culturali, nella realtà italiana, che suggeriscano una possibile convergenza tra concezioni “spirituali” (tra le quali rientra la evoliana) e posizioni democratico-progressiste sino al giacobinismo, fortemente presenti, come rilevano de Turris e Scarabelli, nel M5S. Tali esperienze culturali italiane esistono. Mentre per un approfondimento rimando a “Oltre l’antifascismo?”, qui ricordo che già a metà degli anni Novanta, all’inizio dell’avventura berlusconiana, Marco Tarchi, che con altri giovani proponeva alla Destra “facciamola nuova”, aveva attirato l’attenzione della sinistra, tanto da essere invitato a dibattiti nelle feste de “l’Unità” e a scrivere su “Democrazia e diritto” (rivista di ispirazione comunista), ove sosteneva, forse influenzato dallo studioso nordamericano Anthony James Gregor, che vedeva nel fascismo anche concetti marxisti: “Il nostro presente vede proliferare a diverse latitudini ideologiche la convinzione che i cruciali antagonismi dell’avvenire nasceranno dal confronto e dal rimescolamento dei patrimoni di speranze e di esperienze della destra e della sinistra… I nuovi crinali passano tra specificità e omologazione, solidarietà organiche e egoismi meccanici, valori e interessi, coesione di gruppo e atomismo individualistico, complessità delle differenze e riduttivismo egualitario. Nuova sinistra e nuova destra appaiono, in questa ottica, assai meno distanti tra loro di quanto ciascuna di esse non lo sia rispetto alle proprie matrici storico-ideali o a molte delle precedenti formulazioni ideologiche delle rispettive aree”. Alla formazione di Tarchi, Evola ha certamente contribuito, anche se egli ha poi criticato certo evolismo come “mito incapacitante”. Un “nuovo crinale” è certamente la posizione rispetto al potere delle multinazionali. Si può riflettere, a questo proposito, anche sulle opere di scrittori molto noti (come Antonio Pennacchi e Franco Cardini) o meno noti (come Pietro Neglie (tutti talvolta definiti “fascio-comunisti”). Infine si può avere presente l’opera di Costanzo Preve, scomparso nel 2013, forse il filosofo marxista italiano dello scorso secolo più importante di Galvano Della Volpe, Lucio Colletti, Cesare Luporini, perché più originale nel ripensare i basilari concetti dei rapporti di produzione e del ruolo delle classi (cfr. in “Una nuova storia alternativa della filosofia – Il cammino ontologico-sociale della filosofia”, ed. Petite plainsance, 2013, di fondamentale impianto marxista, soprattutto nelle sintetiche, illuminanti pagg. 326-327). Il suo allievo Diego Fusaro ha tenuto la rubrica “Cronache marziane” per Radio Padania. Preve, che, sorprendentemente, pubblicò i suoi ultimi saggi con le edizioni Settimo Sigillo (“La filosofia del presente”, 2004; e “Ideocrazia imperiale americana”, 2004, su una delle basi culturali del capitalismo globalizzato delle multinazionali), proprio per la rivista di Marco Tarchi “Diorama” (marzo 2001), scrisse il breve saggio “La comparazione inquietante: nazismo, comunismo, capitalismo liberaldemocratico”. Dopo aver sostenuto “da studioso ormai trentennale di Marx, non ho dubbi sul fatto che Marx, e più in generale il punto di vista del materialismo storico, riterrebbe completamente fondata e legittima la proposta di questa comparazione” (tra comunismo e nazional-socialismo), dopo una puntuale disamina storica conclude: “La discussione storiografica e filosofica sul triangolo nazismo/comunismo/capitalismo liberaldemocratico provvisoriamente vincitore, eccetera, deve servire esclusivamente alla prospettiva di un nuovo pensiero ancora del tutto inedito, che servirà a pensare il presente e l’immediato futuro. Ogni altro approccio è solo un vacillare da ubriachi incitati alla rissa da giovinastri crudeli e immorali”. Il nuovo crinale di Tarchi, il nuovo pensiero “tutto inedito” di Preve, possono convergere nelle domande se è possibile utilizzare Evola prescindendo della sua perentorietà antidemocratica (cfr. ancora Andrea Scarabelli); se è possibile utilizzare Marx, prescindendo dal ruolo palingenetico della classe operaia, utilizzarli in una prospettiva di convergenza di “rivoluzione dall’alto” (Evola) e di rivoluzione dal basso (Marx), per fronteggiare le multinazionali mediante il punto d’arrivo concettuale della narrazione del pensiero politico occidentale, cioè il potere di chi decide fondato sul consenso di chi deve accettare le decisioni. Forse è possibile; e se è possibile, questo libro è un importante contributo in tale direzione.

 

 

 

Le tre aree di studio del politologo Giorgio Galli sono così sintetizzabili.

 

I partiti e i sistemi politici delle democrazie occidentali 

Le rivoluzioni anticolonialiste

I rapporti tra cultura politica e cultura esoterica

 

Di ciascuno si indicano i percorsi e i testi più significativi.

 

Prima area: la prima storia del partito comunista italiano è edita nel 1953 a poi nel 1958; seguono varie edizioni. La più completa che copre il periodo fino allo scioglimento è del 1993 (Kaos edizioni); l’ultima (testo del 1958, con prefazione nuova) è del 2011 (ed. Pentarei). Seguono la storia delle Dc (ed. Laterza e poi Rizzoli; ultima edizione Kaos, 2007) e quella del partito socialista (varie edizioni, l’ultima Baldini & Castoldi, 2007). La storia del fascismo ha per titolo “Credere, obbedire, combattere” (ed. Hobby & Work, 2008). Per tutti i partiti italiani, dal 1861 Utet, 1983; e poi varie edizioni dal 1943, l’ultima Bur-Rizzoli fino al 2004. Su casi specifici: “Enrico Mattei: petrolio e complotto italiano” (Baldini & Castoldi, 2005); “La venerabile trama” (Lindau 2007); “Pasolini comunista dissidente” (Kaos, 2010). Sul sistema politico italiano “Il bipartitismo imperfetto” (Il Mulino, 1966, ultima edizione Oscar Mondadori,1984), “Affari di Stato” (Kaos, 1991). Sulla lotta armata: “Piombo rosso” (Baldini & Castoldi, 2004). Infine “I partiti europei dal 1649 ad oggi”, Baldini & Castoldi, 2013) Per gli Stati Uniti: “L’impero antimoderno - Da Clinton a Obama” (ed. Bietti, 2013). Il punto d’arrivo per l’Italia: “Storia d’Italia tra imprevisto e previsioni”, Mimesis, 2014) e “Il golpe invisibile” (Kaos, 2015). Punto d’arrivo globale è lo studio sulle multinazionali, in corso, il cui primo testo è “Scacco alla superclass” (Mimesis, 2016).

 

Per la seconda area: “I colonnelli della guerra rivoluzionaria” (Il Mulino, 1962); “La tigre di carta e il drago scarlatto – il pensiero di Mao Tsetung e l’occidente” (Il Mulino, 1970), “La democrazia e il pensiero militare” (Libreria editrice goriziana”, 2008). Per un quadro globale: “Il pensiero politico occidentale” (Baldini & Castoldi, 2010).

 

Per la terza area: il testo fondamentale è “Hitler e il nazismo magico” (ultima edizione Kaos, 2017). Poi: “La politica e i maghi” (Rizzoli, 1995); “La magia e il potere” (Lindau, seconda edizione, 2012); “Stelle rosse” (ed. Alacran, 2006), “Non credo”, Kaos, 2006), “La Russia da Fatima al riarmo atomico” (Hobby & Work, 2008); “Le coincidenze significative” (Lindau, 2010); “Esoterismo e politica” (Rubbettino, 2010), “Con trucco e con inganno. I falsi diari di Hitler” (Hobby & Work, 2012), “La svastica e le streghe” (Hobby & Work”, 2009); sulla stregoneria, “Occidente misterioso” (Rizzoli, 1987) è stato ripubblicato con nuovi aggiornamenti: “Cromwell e Afrodite” (Kaos, 1995) e “Le ribelli della storia” (Shake edizioni, 2014).

 

 Ha condotto ricerche per l’Istituto Cattaneo (gruppo del Mulino), per la Fondazione Agnelli e per l’Istituto filmologico Gemelli. Ha insegnato storia delle dottrine politiche all’università di Milano (1973-2000) e tenuto la rubrica settimanale di politica su “Panorama” (1970-1996). Ha collaborato a lungo anche con “Astra” e con “Linus”. 

NOTA INTRODUTTIVA DEL CURATORE

Questa raccolta di saggi contiene contributi, per la maggior parte inediti, a firma di Autori di differente orientamento ideologico e diversa formazione culturale, quasi tutti accomunati dall’appartenenza al mondo della Sophia Perennis.

 

Quello che si ricollega alla Tradizione Primordiale - il Sanatana Dharma, degli ortodossi Indu - è un fronte variegatissimo di personalità; fra gli italiani citiamo: A. Reghini, G. Kremmerz, G. De Giorgio, M. Scaligero, G. Tucci, M. Busagli, B. de R Rachewitz, G. Cogni, R. Assagioli, E. Servadio, G. Sermonti, R. Gnoli, P. Filippani Ronconi ed anche E. Zolla e Roberto Calasso, fino ad arrivare al Maestro, dei tempi attuali, Raphael. Fra gli stranieri: René Guénon, Titus Burckhardt, Ananda Coomaraswamy, Frithiof Schuon, Aldous Huxley, Henry Corbin, Seyyed Hossein Nasr.

 

Questo testo è stato fortemente voluto dall’associazione “Offrire sostegno spirituale alla buona politica” e fa parte di un articolato progetto culturale di supporto all’operato del M5S, l’unica forza politica che ha dimostrato, con i fatti, di attribuire importanza ai valori meta-politici: dell’onestà, della dirittura morale, del civismo, della coerenza, della solidarietà. L’unico movimento politico ad aver dimostrato reale rispetto per la dignità nazionale e l’orgoglio identitario dei propri aderenti; il M5S costituisce, quindi, il principale oggetto di analisi della presente trattazione.

 

Non riteniamo opportuno aggiungere altro. Del resto, l’essenziale di quanto contenuto nelle seguenti pagine potrà essere meglio compreso dal lettore accorto se saprà prestare ascolto attentissimo al proprio cuore e non ad altro. Ben suggeriva Gustav Meyrink “…Ci si immagini d’esser soli, su un’isola deserta ed avere il cuore quale unico consigliere da poter ascoltare”. Per nostro conto, cerchiamo di sempre farlo e per ausilio abbiamo eletto ad emblema e vessillo della nostra azione di improvvisati “stampatori”, questo specialissimo fra tutti gli organi: il cardiaco, appunto.  Anche in ciò è stato insegnante saggissimo, nostro padre, Dante Alighieri:

 

“Lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo core…”

Dante Alighieri, Vita Nuova, II, VV. 4-5

P. C.

A MO’ DI CONCLUSIONE?

di Luca Gallesi

Neanch’io, al pari del prefatore, conosco il “Maestro dei tempi attuali Raphael*”, al quale il libro è dedicato, e neppure, a dirla tutto, conosco davvero qualcuno del gruppo di lavoro di sostegno alla Buona Politica che fa capo a questa pubblicazione, ma ho aderito volentieri all’invito di partecipare con una breve nota conclusiva, che non intende concludere nulla ma, caso mai, iniziare un cammino, speriamo proficuo. 

 

Non conosco neppure esponenti o militanti del Movimento 5 Stelle, realtà verso la quale nutro soltanto la sincera curiosità che, credo, è condivisa da gran parte dei miei connazionali. La prepotente affermazione nelle ultime elezioni del movimento fondato da Beppe Grillo, di là da ogni altra considerazione legata alla realtà più “sottile”, è il segnale netto e indiscutibile che gli Italiani hanno voluto mandare a una classe politica ritenuta indegna e corrotta, oltre che inetta. Una classe politica che, nella sua totalità è stata condannata senza appello per aver guidato il nostro Paese verso un baratro spaventoso. Dalla posizione di 8° o 7° potenza industriale mondiale siamo precipitati in fondo alla classifica dei Paesi sviluppati, ma soprattutto abbiamo strappato alle radici un sistema misto pubblico-privato che ci garantiva benessere e fiducia nel futuro per consegnarci, bendati e incatenati, allo spietato capitalismo internazionale. Ognuno faccia, inoltre, le considerazioni che crede su un sistema scolastico che ha abbandonato lo scopo di educare per inculcare l’idea di servire, anche gratis, chiunque offra uno straccio di progetto di alternanza “scuola-lavoro”, che dal prossimo anno sarà materia obbligatoria dell’Esame di Stato (ovvero la vecchia “maturità”, che non per caso non si chiama più così). Ciascuno può capire sulla propria pelle quali gravi danni abbia causato la riforma del sistema pensionistico, conseguenze che diventeranno drammatiche quando verrà sferrata, con la consapevole complicità dei sindacati confederali, la spallata definitiva, che consegnerà alla speculazione internazionale il tesoretto ancora debolmente custodito dall’I.N.P.S. 

Che cosa abbiano a che fare questi sciagurati segni dei tempi materiali con una realtà spirituale più elevata è evidente agli occhi di chiunque creda nella una corrispondenza tra microcosmo e macrocosmo, ovvero negli indiscutibili legami, solidi ma sottili, tra la dimensione terrena e altre realtà, che, semplificando, possiamo definire “spirituali”. 

Un autore da me molto frequentato, Ezra Pound, ha tentato di descrivere, soprattutto nei Cantos, il suo poema epico rimasto incompiuto, la lotta tra i due principi opposti, quello negativo e disgregante contro quello positivo e costruttivo: “Bellum cano perenne, between usura and the man who wants to do a good job”.1 E così, nei Cantos scorrono gli uomini e gli episodi di questa guerra, aspra ed eterna, tra coloro che desiderano costruire qualcosa per il bene di tutta l’umanità e coloro che, invece, desiderano operare esclusivamente per il proprio profitto, a qualsiasi costo. Il poeta americano, che aveva una solida e variegata cultura esoterica alle spalle2, era quindi consapevole della stretta relazione che lega la realtà materiale con la dimensione spirituale, e non fece, dunque, l’errore, comune a molti artisti e intellettuali, di ritirarsi nella torre d’avorio ma scese nell’agone politico senza paura, pagandone fino in fondo le pesantissime conseguenze. 

Suo mentore, tanto in campo “politico” che “spirituale” fu, dopo il poeta irlandese W. B. Yeats, il giornalista britannico A. R. Orage, ricordato nei Cantos come colui che aveva un solido retroterra culturale e politico, oltre che esoterico:

 

Yeats, Possum e Wyndham

Senza base di sotto

Orage l’aveva3

Già, perché, quello che distingueva Orage, che abbandonerà la sua brillante carriera giornalistica per seguire Gurdjieff al Prieurè di Avon, vicino a Fontainebleau, era il forte impegno sociale e politico, frutto di quell’amore per la giustizia che aveva trasmesso a Pound. Un amore che non è zuccheroso sentimentalismo ma lucida scelta della volontà, indirizzata verso la giustizia e la verità:

 

“Un amore cosciente non capita mai per caso, ma deve essere guidato da una scelta cosciente, da sforzo e determinazione. L’ordine giapponese del Bushido, così come molti altri antichi ordini cavallereschi, non è nato per caso e nemmeno l’amore cosciente appare per caso. Come lo sono le opere d’arte, anche un amore cosciente deve essere un’opera d’arte”4 

 

Amore, coscienza, volontà, conoscenza: ecco gli strumenti necessari a una lotta efficace dell’umanità contro la speculazione, mostro ormai destinato a divorare senza pietà il frutto del lavoro dell’uomo con crisi sempre più gravi, alle quali non ci si può rassegnare come agnelli destinati al macello ma bisogna reagire studiando per agire:

 

“L’indolenza nel leggere molto e approfondire seriamente argomenti “noiosi” come la storia, la politica estera, l’economia etc... è spesso portata come prova di snobismo estetico invece che essere accettata come sintomo di limitatezza mentale. Gli artisti più insignificanti, i più grandi filistei e l’uomo della strada sono generalmente tutti d’accordo su questo argomento. Ciò che le ultime due categorie non possono studiare per semplice pigrizia cerebrale, la prima categoria rifiuta di studiare con la pretesa che tali letture rovinerebbero la loro arte; (…). Ma c’è il rovescio della medaglia. Gli studiosi di queste materie “noiose” sono altrettanto ottusi di coloro che le disprezzano…”5.

Oltre alla buona volontà, quindi, sono necessarie una lucida coscienza politica retta da una ferrea intenzione, attributi che speriamo la nuova classe politica possa presto esprimere, almeno per tentare di riportare un po’ di armonia in terra, che si possa quindi riflettere anche in cielo. Vedremo.

 

NOTE

 

1  Ezra Pound, Lavoro e Usura, Scheiwiller, Milano 1996, 3° edizione, pag. 25; “Canto la guerra eterna tra l’usura e l’uomo che vuole fare un buon lavoro”.

2  Cfr D.Tryphonopoulos, Pound e l’Occulto, Edizioni Mediterranee, Roma 1998.

3  Canto 98, traduzione di Mary de Rachewiltz; Possum è T.S:Eliot e Wyndham è W. Lewis.

4  Cit. in A.R.Orage,  Il tempo non è denaro, a cura di Luca Gallesi, Mimesis, Sesto S. Giovanni 2014, pag. 16

5  A.R. Orage, Il lavoro debilita l’uomo, a cura di Luca Gallesi, Greco&Greco, Milano 2008, pag. 20

NOTA CONCLUSIVA DEL CURATORE

 

Affermavamo nel Gennaio 2017 (edizione-pilota della presente opera) ed ancor prima, 30.9.2015, in un articolo titolato Destino del Movimento 5 Stelle, ospitato da Il Talebano.com: «….Siamo certi essere nelle possibilità del M5S poter operare per una rinascita nazionale […] a condizione, però, ci si convinca dell’ineludibile necessità di dar vita ad un accordo programmatico con quello che sembra – indicato – essere il suo naturale alleato» e concludevamo facendo esplicito riferimento alla Lega di Salvini; ovviamente. Oggi, considerata la situazione venutasi a creare, la veridicità di quanto predetto risulta di tutta evidenza e persiste il nostro fiducioso convincimento - che risulta essere identico a quello espresso, di recente, dal professore Giorgio Galli - «I cinque stele, secondo me, sono ancora in una fase magmatica, in cui convivono componenti dell’anti capitalismo di sinistra e componenti dell’anti capitalismo di destra, ma non credo affatto che possano diventare i nuovi strumenti del grande capitale: rimarranno sempre un movimento indirizzato a cambiamenti che, nella loro cultura, ritengono positivi. Che poi riescano nel loro intento è un’altro problema, ma non credo che si mettano al servizio del potere capitalistico»1 

Offriamo Sostegno Spirituale alla Buona Politica non è, nell’intendimento ultimo dei suoi ideatori, il testo che avete finito di leggere, ma quello che potreste contribuire a scrivere. L’invito-appello di pagina 25 è rivolto, infatti, ad ogni singolo lettore e potete esserne certi, il vostro personale contributo, qualunque esso sia, sarà tenuto nella massima considerazione. Lo abbiamo già detto, l’approntamento di un Manifesto: delle realtà del potenziale umano, di quelle dedite alla ricerca interiore e spirituali, da utilizzarsi in appoggio alle buone pratiche della politica nazionale ed internazionale, è il primo obbiettivo che ci siamo proposti di attuare. Ne discuteremo tutti insieme nel convegno internazionale: “La preminenza dell’Uomo e dei Popoli sugli interessi della finanza”, che è nostra ferma volontà organizzare a Roma, in Campidoglio; qualora dovessero concretizzarsi quelle condizioni favorevoli alle quali si faceva cenno nella parte conclusiva dello scritto Offriamo Sostegno Spirituale alla Buona Politica.

P. C.

NOTE

 

1  Da un’intervista  rilasciata a Fabio Frabetti e Paolo Franceschetti di BORDER NIGHTS.

Roma, Nova Era, dipinto dell’artista Gianpistone

CONCLUSIONE

A cura del Gruppo di lavoro 

Offrire sostegno spirituale alla buona politica

 

La presente silloge è priva del contributo più rilevante - benché previsto, concordato, promesso* - quello dell'Onorevole Tiziana Ciprini, autorevole deputata del M5S.

 

Comprendiamo la motivazione espressa, che ha consigliato il M5S a non lasciarsi "compromettere", con un apporto diretto che sarebbe stato inteso quale avvallo ufficiale alla presente iniziativa editoriale; lo ribadiamo, è stata fatta la cosa giusta!

 

Premesso quanto sopra, è di tutta evidenza l’esattezza e la veridicità di quanto da noi preconizzato: la salvezza d’Italia, il destino dell’Europa – quella dei popoli, non quella delle banche – il future dell’Occidente, necessitano dell’inevitabile alleanza strategica fra il M5S e la Lega di Salvini; alleanza da declinare nei modi più convenienti. La nostra non è opinione personale, bensì doveroso ottemperare ad un compito riconducibile a Superiori Ragioni d'Ordine Universale, che vogliono il fuoco di Vesta (ignis Romae, ignis Amoris, per dirla con Arturo Reghini) perpetuarsi in Italia, financo nel tempo presente, nel segno dell'aeternitas Urbis e della sua universale missione salvifica; come veritieramente esposto negli scritti di Guido de Giorgio, nonchè degli appartenenti alla Tradizione Mediterranea-Schola Italica. Illuminanti le parole utilizzate dal Gallesi nella Sua post fazione (pag. 251), frasi talmente preziose da meritare di  essere poste quale chiosa finale del presente lavoro:  «… Che cosa abbiano a che fare questi sciagurati segni dei tempi materiali con una realtà spirituale più elevata è evidente agli occhi di chiunque creda nella corrispondenza tra microcosmo e macrocosmo, ovvero negli indiscutibili legami, solidi ma sottili, tra la dimensione terrena e altre realtà, che, semplificando, possiamo definire “spirituali”. 

Un autore da me molto frequentato, Ezra Pound, ha tentato di descrivere, soprattutto nei Cantos, il suo poema epico rimasto incompiuto, la lotta tra i due principi opposti, quello negativo e disgregante contro quello positivo e costruttivo: 

“Canto la guerra eterna

tra l’usura e l’uomo

che vuole fare un buon lavoro”

E così, nei Cantos scorrono gli uomini e gli episodi di questa guerra, aspra ed eterna, tra coloro che desiderano costruire qualcosa per il bene di tutta l’umanità e coloro che, invece, desiderano operare esclusivamente per il proprio profitto, a qualsiasi costo».

 

* vedasi Appendice I - corrispondenza intercorsa fra il M5S 

ed il Gruppo di lavoro Offrire sostegno spirituale alla buona politica.

Colapesce, opera dipinta dall’artista Renato Guttuso.